Come organizzare un team di lavoro partendo dalle soft skills del singolo

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Sapere come organizzare un team di lavoro significa raddoppiare i risultati e migliorare la qualità di ogni singolo componente del gruppo.
Un progetto universitario, un obiettivo in ufficio: chi non ha mai avuto un team di lavoro da organizzare in base alle qualità di ciascun componente?

Come organizzare un team di lavoro, partendo dal valore del singolo

Beh, possiamo dire che certi momenti sono sfidanti: persone diverse, con un approccio differente, tanti cervelli che devono trasformarsi in una decisione unica. 

Conosco poche persone che parlano con entusiasmo di lavori di gruppo, magari tu sei uno di quelli che ricorda quei momenti come infernali, pieni di caos e incomprensioni. Ti sei mai chiesto come mai? Cioè come mai avere un team di lavoro è spesso un fastidio?

Io credo ci siano diversi motivi per cui spesso non si sa come organizzare un team di lavoro: abitudine a pensare a “chi fa da sè fa per tre”, che per vincere bisogna fare da soli o “ragionare di testa propria”. 

Infine, spesso si è focalizzati sui punti “deboli” (di miglioramento) dei compagni, si vedono i problemi e non le risorse.
Si vede che quella persona è disordinata, ma magari non la sua capacità di gestire il cliente.
Che magari è indisciplinata, e non che ha un entusiasmo da vendere.
E così via.

Quindi, come organizzare un team di lavoro e renderlo piacevole ed efficace?

Soft skills: cosa sono e come renderle un vantaggio per il gruppo

Nel paragrafo precedente ti ho fatto notare come la difficoltà di organizzare un team di lavoro sia, il più delle volte, una questione di ottimizzazione delle risorse umane.

Le soft skills del singolo hanno un peso distintivo all’interno del processo di organizzazione di un team: ma cosa sono?

Per soft skills, s’intendono quelle competenze ​trasversali, inerenti alla sfera interpersonale e della comunicazione, indipendentemente dalle competenze tecniche del soggetto e che ricadono nelle hard skills.

Ad esempio: una laurea in ingegneria, la conoscenza di excel o un certificato di lingua sono hard skills; invece, soft skills sono la gestione del tempo, la capacità di fare e ricevere feedback, l’ascolto e la comprensione delle altre persone, la capacità di assumersi la propria responsabilità, e così via. 

Detto così, potrai pensare: “splendido!”

Se pensiamo, però, al quotidiano e a quelle volte in cui ci siamo confrontati con altre persone per organizzare un team di lavoro possiamo dire onestamente che non sempre è stato facile perché non tutti le hanno sviluppate. 

Spesso ci si focalizza sui titoli e non su queste caratteristiche: male, molto male. 

Potrei citare personaggi di successo come Elon Mask, Daniel Goleman o semplicemente la Stanford University, che in numerosi interventi e ricerche hanno sostenuto che più del 75% delle persone che hanno successo nel lungo termine sono quelle che padroneggiano di più le soft skills, non le hard skills.

Da leggere: Cambiamento e automotivazione: i consigli di Daniel Goleman

E mi rendo conto che non sia sempre semplice comprendere le soft skills, i punti di forza delle altre persone, soprattutto quando il team di lavoro coinvolge traguardi importanti o scadenze in corso. 

Consigli pratici su come organizzare il team di lavoro in base alle soft skills del singolo

Ecco tre consigli pratici per organizzare un team di lavoro partendo dalle soft skills del singolo: 

  1. Impara a ragionare per il bene del team
    Quando si lavora in team, l’obiettivo non è primeggiare, far risaltare le proprie qualità: è vincere insieme.
    Ti assicuro che qualsiasi professore, giudice, capo, premierà molto di più una squadra i cui membri sono tutti coinvolti e hanno imparato qualcosa, anziché un lavoro del singolo celato dietro un team di lavoro.
  2. Sfrutta l’occasione per crescere (e assicurati che sia per tutti così)
    Il team di lavoro è un momento unico per conoscersi meglio: quali sono i tuoi tre punti di forza a livello di soft skills?
    E invece i punti di miglioramento?
    Se hai esitato anche solo un istante a rispondere a entrambe le domande, ti consiglio di fare il seguente esercizio.
    Prendi un foglio, scrivi tutte le soft skills che ti vengono in mente.
    Successivamente, cerchia le tre che secondo te sono i tuoi cavalli di battaglia: quello per cui ti senti forte, che metteresti sul piatto della bilancia se ci fosse in palio una cosa vitale per te.
    Infine, ma non per importanza, sottolinea le tre soft skills su cui vuoi lavorare e imparare: sono certa che ci sarà qualcuno nel tuo team di lavoro che le padroneggia.
    Perché fare questo esercizio?
    Oltre che per acquisire più consapevolezza, come fai ad apprezzare gli altri se non lo sai fare su di te?
  3. Parti dalle soft skills del singolo
    Eccoci finalmente: adesso che hai chiare le tue soft skills, scrivi tutte quelle degli altri.
    Ad esempio,
    Giovanna
    – organizzazione alta
    – ascolta il cliente
    – voglia di insegnare agli altri

    Antonio
    – parlare in pubblico
    – fare feedback
    – entusiasmante

Indovina un po’: se Antonio è disorganizzato, cosa potrà fare?
Di certo non si occuperà della parte organizzativa del team di lavoro, ma potrà affiancare Giovanna, e imparare. 

Come tutto, hai una scelta.
Organizzare un team di lavoro può essere una gran perdita di energia, oppure, un momento di crescita straordinario.

Sta a te cambiare punto di vista.

E se stai pensando: “si ma se siamo in 5 a lavorare insieme e la penso solo così, come faccio?”, lo capisco e ti dico: hai ragione. 

E’ difficile se sei il/la solo/a a pensarla così. 

Ecco perché, se ti è sembrato utile, puoi diffondere questo articolo ai tuoi compagni di squadra: insieme sarà più facile.

Alla prossima,

Loredana

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