Essere sensibili: può essere un punto di forza o solo di debolezza?

essere sensibili ed emozionarsi

Eravamo sedute davanti a una tazzina di caffè: sono sincera, non ricordo se fossimo in ufficio o un bar, ricordo solo noi due, a chiacchierare. 

Lei era una ragazza di 19 anni, gli occhi color ghiaccio e un sorriso timido. 

E, l’altra, ero io: una donna intraprendente, che adorava mostrare le sue sicurezze, un po’ meno la sua sensibilità.

Ma essere sensibili può essere solo un punto di debolezza o può trasformarsi in punto di forza?

Il linguaggio di chi sa essere sensibile ed emozionarsi

Ci eravamo conosciute in ambito lavorativo ma da subito l’avevo trattata come una sorella minore, sentivo di volerla proteggere, come una sorella maggiore.

Forse perché dentro di me pensavo di non esser riuscita in questo compito con le mie due sorelline, essendo andata via di casa troppo presto.

Lei era molto riservata, nonostante la giovane età aveva vissuto situazioni impegnative, soprattutto in famiglia: la vita le aveva chiesto di diventare più forte anche quando avrebbe voluto giocare con le barbie o andare a ballare con le sue amiche. Anche quando avrebbe voluto avere una vita da teenager “normale”. 

Non mi aveva mai raccontato la sua storia, quel giorno lì lo fece: il suo volto, le sue parole, descrivevano dolore, rassegnazione. 

Mentre l’ascoltavo, sentii rigarmi il viso da una lacrima, che scese in silenzio senza che me ne accorgessi. Dentro di me, sapevo che l’unica cosa che avrei potuto fare in quel momento era stare lì, in silenzio, ad ascoltare il suo cuore. 

Capii davvero cosa significasse essere sensibili: empatia, ascolto, emozione, comprensione dell’altra persona e di cosa fare in certe situazioni.

Tutti siamo sensibili. 

Anche chi crede di non esserlo.

Io, per esempio, credevo di non esserlo. Anzi, mi correggo: volevo nasconderlo. Ma in fondo sapevo la verità.

Associavo la parola sensibilità a debolezza, fragilità, persona indifesa.

E io non volevo essere così: volevo essere forte, autonoma, coraggiosa. Una guerriera.

Rendendomi poi conto che ciò che mi rendeva davvero fragile era il non accettare il fatto che tutti siamo esseri sensibili: accettando la mia natura, sono diventata più forte.

Del resto, cos’è essere forti se non accettare chi si è? 

Quando essere sensibili diventa una questione di ipersensibilità emotiva

Cosa intendo per “ipersensibilità emotiva”?

Una sensibilità superiore alla media, tipica di persone che osservano molto, che voglio dare una lettura profonda a ogni cosa che li circonda. Che vengono molto influenzate dalle emozioni delle altre persone.

E’ chiaro che, non accontentandosi di avere una visione superficiale, a volte scavare significa toccare delle corde molto intense, essere molto focalizzati su ciò che succede all’esterno e non all’interno.

Questo causa dolore, sofferenza, magari qualcuno attorno a te ti dice anche che sei “estremo/a”, “esagerato/a” e ti senti incompreso.

Lo capisco. 

Ti dò il mio punto di vista: è vero, l’ipersensibilità emotiva può portare a sofferenze, perché in fondo è come se ti accollassi non solo i tuoi problemi ma anche quelli degli altri.

E questo spesso comporta anche mettere da parte i tuoi bisogni, le tue esigenze. 

Ti dico di più: può essere un punto di forza. 

Come?

Sposta il focus: se fai come ho descritto sopra, le tue attenzioni saranno rivolte sono all’esterno, trascurando te stesso/a. E questo significa trascurare le tue esigenze, i tuoi bisogni: impara a dire di no.

Da leggere: Imparare a dire di no, non fa di noi degli stronzi

Dopo che dici di no, focalizzati su di te: sii consapevole della tua sensibilità, delle tue emozioni.

Ogni volta che qualcosa ti turba, prendi un foglio e scrivi tutto quello che ti viene in mente: cosa è successo, cosa stai provando.
Questo vale non solo per le persone ipersensibili emotivamente ma per tutti.

Poi rileggi: ti renderai conto che a volte non è qualcosa che dipende da te, ma sono semplicemente situazioni esterne che hai osservato e ti è sembrato di vivere in prima persona. 

Se, invece, è qualcosa che dipende da te: cambialo. Vai a fondo. Scrivi come vorresti che fosse quella situazione, prendila in mano e cambiala!

Oggi ti saluto con una citazione di H. Hesse, 

Ciò che rende l’esistenza preziosa sono solo i nostri sentimenti e la nostra sensibilità.

H. Hesse

Alla prossima,

Loredana

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