Quanti livelli di comunicazione esistono per esprimersi efficacemente?

comunicazione non verbale al telefono

Molte persone pensano che comunicare sia un sinonimo di parlare o informare. Altre, sono affezionate alle origini cristiane della parola “communicare”, partecipare all’altare. 

In ottica un po’ più neutrale, in effetti, l’etimologia latina della parola è “mettere in comune”. 

Cosa significa per me, quindi, comunicare? Trasmettere un messaggio.

Ma su quanti livelli di comunicazione il nostro messaggio può essere veicolato?

La comunicazione verbale, paraverbale e non verbale

Quando comunichiamo, non utilizziamo solo la parola o l’informazione.

Il nostro messaggio passa attraverso livelli che implicano la distinzione tra comunicazione verbale e non verbale.

Prima di spiegarti la differenza tra questi due livelli, vorrei fare due considerazioni: la prima è che non è sufficiente parlare ma è necessario assumersi la responsabilità della comunicazione. Cosa intendo? Che se l’altra persona (o persone) non comprendono cosa vogliamo trasmettere, la responsabilità è nostra che non ci siamo espressi bene, non loro che non hanno capito.

Da leggere: Imparare a saper dire di no, non fa di noi degli stronzi

La seconda, che di certo avrai già letto se hai cercato almeno una volta questo argomento, è che “non si può non comunicare”. 

Approfondiamo questo aspetto.

Se abbiamo capito che comunicare non è meramente parlare, possiamo aggiungere un altro pezzo: esistono diversi livelli di comunicazione, in particolare possiamo suddividerli (per comodità) in verbale, paraverbale e non verbale.

Verbale: banalmente, le parole che utilizziamo, cosa diciamo.

Paraverbale: in che modo diciamo le parole, il tono che usiamo, la velocità, il volume.

Non verbale: il linguaggio del nostro corpo e quindi postura, gesti, espressioni del volto. 

Coordinare questi livelli in base alle situazioni che ce lo richiedono, è il primo passo per rendere la nostra comunicazione più efficace.

Ma perché diventa difficile certe volte? Vediamolo insieme.

Perché è così complesso comunicare?

Principalmente per due motivi:

  1. Perché ci si focalizza soltanto sul primo livello, quello verbale
    Alcune cose sono abbastanza banali: ad esempio che se usiamo un tono di voce eccessivamente alto, potrebbe essere fuori luogo in alcuni contesti (a lezione in università, ad esempio, oppure durante una conferenza) o che in altri potrebbe dare l’impressione che siamo arrabbiati.
    Altri concetti, sono più ignorati ma altrettanto importanti: per esempio, che bisogna rispettare la velocità di parola dell’altra persona per essere compresi davvero.
    Ossia, hai presente quelle persone che parlano particolarmente piano, con tante pause, come se volessero fare tutto con calma? Ecco, se tu invece sei una di quelle persone che parla super veloce (o al contrario), sappi che già farete fatica a capirvi, e che se non adattate l’aspetto paraverbale sarete ostacolati. 
  2. Uno (o due) dei tre livelli di comunicazione manca. Un esempio? Lo stai leggendo.
    La comunicazione scritta è principalmente monolivello: verbale.

Da leggere: Cosa e come scrivere un diario segreto per sentirci bene con noi stessi

3. In questo momento, non sai che tono voglio usare, non puoi vedere il mio corpo.
Potrebbe essere che io stia gridando o sussurrando, non puoi saperlo.
O meglio, puoi immaginarlo perché faccio attenzione alla punteggiatura e/o perché mi conosci (magari non è il mio primo articolo che leggi o mi segui sui miei canali social).
Un altro esempio?


4.Le incomprensioni via sms: mancano i livelli di comunicazione paraverbale e non verbale.
Classico esempio: “mi sono spiegata?”, questa frase può essere letta con tono tranquillo e sereno, pronunciata da una persona che si assume la responsabilità della comunicazione e vuole sapere se si è spiegata bene.
Oppure, frase espressa con rabbia, sinonimo di “hai capito che non devi comportarti più così”?


Quindi? Noi amanti della scrittura siamo spacciati?
No 🙂
Cosa puoi fare?
Sicuramente, lavorare sul tuo tono di voce e farti conoscere da chi ti legge.
E nella quotidianità?
Beh, adesso sai a cosa servono le emoji: uno smile può sostituire il tuo sorriso o per lo meno interpretarlo!

Alla prossima,

Loredana

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