Sentirsi in gabbia, prima di spiccare il volo

liberarsi dalla gabbia mentale

Sentirsi in gabbia è un po’ come indossare un maglione di lana a collo alto in estate: prima avverti fastidio, poi inizi a soffocare.
Fortuna, che esistono le t-shirt, mi dirai, e che al masochismo c’è sempre un’ alternativa. Vero, ma le circostanze della vita sanno essere fantastiche in certi momenti, in altri imprevedibili oltre che insopportabili.

sentirsi in gabbia

Cosa ho fatto per liberarmi dalla mia gabbia mentale

La gabbia mentale è un pensiero limitante che nasce dalla nostra paura irrazionale di qualcosa di nuovo che sta per accadere.

Da leggere: Quando essere consapevoli di sé stessi aiuta il bruco a diventare farfalla.

Tutte le volte che mi sono sentita in gabbia, era come avere addosso quel maglione e non riuscire a toglierlo.

È così che ho vissuto il periodo prima della tesi.

Ma facciamo un passo indietro.

Era il 2015 e io avevo trovato un lavoro per il quale mi impegnavo giorno e notte, dal lunedì alla domenica.

Nel frattempo, avevo ancora 4 esami in sospeso all’università oltre alla discussione.

Sentirsi intrappolati in quel periodo era una costante: da un lato c’era un percorso da concludere, dall’altro uno nuovo da intraprendere.

bivio stradale, crescita personale

Istintivamente, le mie azioni ruotavano intorno al mio lavoro e tutto ciò che esulava diventava per me una perdita di tempo: da un banalissimo film all’aperitivo, passando per la laurea in Bocconi.

Non me ne accorgevo, ma lentamente stavo costruendo la mia gabbia mentale.

Mi sentivo incatenata dentro, perché volevo concludere quel percorso in giurisprudenza il prima possibile. Iniziavo a sentire che non sarebbe stata una scelta idonea a me.

Nel marzo 2016, ho concluso l’ultimo esame e l’8 marzo del 2017 la mia tesi era pronta per essere discussa.

Ricordo la sensazione di quando mi mettevo sui libri: stavo facendo qualcosa che non avevo assolutamente voglia di fare: sentirsi in gabbia in quei giorni era una sensazione costante.

Sentivo la pressione di tutti perché sapevo di dover concludere quel percorso. 

Mi sentivo soffocare ogni volta che aprivo il libro o la pagina word col titolo della mia tesi. 

Per non parlare dei primi giorni, quando entravo in biblioteca.

Probabilmente è stato in quei giorni, così frenetici e confusi che ho capito di essermi costruita delle vere e proprie gabbie mentali: il lavoro, la scrittura della tesi, la relazione di coppia.

Tutte aree della mia vita, che ho vissuto nella paura di non farcela a portare a termine, la paura di non sentirmi all’altezza.

Ma più ci riflettevo e più mi accorgevo che era tutto nella mia testa.

Da leggere: Cos’è la resilienza e come ci aiuta a superare le difficoltà della vita

Come ho fatto, quindi a liberarmi dalla mia gabbia mentale?

liberarsi dalle gabbie mentali

Mi sono fermata e ho immaginato di uscire da quella gabbia.

Ho capito che la vita non è solo lavoro, solo relazione di coppia o solo sport.

Che non è poi così assurdo impiegare un anno per scrivere una tesi in diritto penale, per una laurea quinquennale, sapendo che il minimo di pagine da scrivere è 150 e la qualità richiesta è alta. 

Fermandomi a pensare che non era poi così male: fuori da quella biblioteca ci sono persone che non hanno mai potuto fare l’università; in fondo stavo facendo qualcosa di utile per il mio futuro.

Sono riuscita a oltrepassare le sbarre delle mie gabbie mentali, usando l’immaginazione. Immaginando, davvero, di aprire la gabbia e volare via.

Adesso ricordo quel periodo come sfidante, ma divertente e intenso. 

Perciò se ti senti in gabbia, fermati: chiudi gli occhi e immagina la situazione in cui ti trovi e che ti sta opprimendo.
Poi fai un bel respiro, prendi il coraggio che possiedi e vola via. Perché ricorda, solo tu puoi decidere di liberarti dalla tua gabbia mentale.

Loredana

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